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Nel giardino di ALYN fioriscono i ricordi


Il giardino di ALYN Hospital è un posto meraviglioso, che non custodisce piante rare o serre tropicali, ma il dono del ricordo e della tranquillità. È qui che vengono a passeggiare i piccoli pazienti con i loro famigliari durante una convalescenza o un momento di pausa tra le terapie, ed è qui che il personale cerca un attimo di tranquillità sotto l’ombra degli alberi. E’ un luogo di relax e di pensieri di speranza. Una speranza che a volte si trova anche tra le pietre.

Sul selciato delle piazzette, infatti, non è raro vedere pietre quadrate incastonate con incisi i nomi dei donatori che hanno scelto di ricordare un proprio caro in questo modo. Una soluzione fortemente simbolica perché, in un luogo così speciale, permette di andare con il proprio pensiero alle persone che permettono i “miracoli” che l’ospedale opera quotidianamente.

Da qualche tempo nel giardino c’è una pietra che porta per la prima volta in questo luogo un nome legato alla nostra penisola: è quello di Alberto Mussoni, Sammarinese, scomparso nel 2021. A dedicargliela con una donazione è stato il figlio Bruno, una scelta operata conoscendo ALYN Hospital solo a distanza, ma fatta anche in nome dell’amore per Israele e per tutto quello che ALYN rappresenta. “Ho seguito Alyn per molti anni anche se solo a distanza – spiega – e mi è sembrato naturale aiutarli perché si tratta di bambini, e per di più di bambini che non avendo avuto fortuna, hanno diritto a una vita migliore. Se il mondo prendesse esempio da ALYN penso che si risolverebbero tantissimi problemi”.

Vorremmo inoltrare ancora una volta a Bruno Mussoni i nostri ringraziamenti - scrive Brenda Hirsch's Director, Resource Development di ALYN Hospital - con la speranza che un giorno, in un futuro non troppo lontano, avremo il piacere di accoglierlo all'Ospedale ALYN non solo per vedere la targa di persona, ma anche per mostrargli tutti il bene che arriva ai nostri bambini dal sostegno di amici come lui”. Quel futuro in realtà sta diventando vicinissimo. “Mi sto organizzando per tornare in Israele in aprile -promette Mussoni- e stavolta non mancherò di visitare l’ospedale e rendere omaggio al ricordo di mio padre”.


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