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BrainQ e ALYN: quando la ricerca ti apre una porta


Yaron Segal, il co-protagonista di questo video, è un fisico con un'esperienza specifica nelle scienze atmosferiche. La sua vita è cambiata 20 anni fa con la nascita di suo figlio Lear, affetto da una rara patologia neurologica che influenza lo sviluppo del sistema nervoso autonomo: "Come padre e fisico non ero pronto ad accettare il fatto che Lear e altri come lui non avrebbero potuto avere una cura per i loro problemi di salute. Quindi ho fatto quanto so fare meglio: cercare una soluzione".

La soluzione di Yaron si chiama BrainQ, una start up con sede a Gerusalemme che sta sperimentando una terapia rivoluzionaria per cambiare la vita alle persone vittime di un ictus o di disturbi neurologici come Lear: "Immaginiamo il nostro cervello come un appartamento con tante stanze - spiega Yaron - all'improvviso, non si sa perché, si chiude una porta e tutte le persone che volevano entrare in quella stanza devono aspettare in corridoio. Noi lavoriamo per creare altri percorsi che permettano comunque l'accesso a quella stanza".

BrainQ è un partner perfetto per quanto si prefigge ALYN Hospital, come spiega il Direttore Generale Maurit Beeri: "Pensiamo alla disabilità come a un'incompatibilità tra una persona e il suo ambiente, ma se potessimo 'livellare' il campo di gioco e fare in modo che chiunque possa avere accesso a qualsiasi spazio, allora il termine 'disabile' non sarebbe più rilevante". Ora, insieme, lavoreranno per fare in modo che tutte le porte possano aprirsi e che i ragazzi come Yaron riacquistino il controllo della loro mente.

Ancora una volta la sfida è alta, ma ancora una volta "Nulla è impossibile".

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