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90 secondi




I piccoli pazienti e il personale dell’ospedale ALYN stanno cercando di convivere con una nuova "routine di emergenza" condizionata dall’assenza di chi è stato richiamato nelle file dell’IDF e, soprattutto, dagli allarmi che segnalano l’arrivo di missili.

Tutti si stanno impegnando per fornire il massimo livello possibile di assistenza per ogni bambino, ma questa routine comprende un passaggio chiave e indispensabile per la sopravvivenza: riuscire ad arrivare nel rifugio nel tempo che passa tra il suono della sirena e il possibile schianto, 90 secondi.

Se pensate che sia difficile, immaginate cosa deve essere riuscirci con un bambino di pochi mesi la cui vita dipende da un respiratore artificiale, o per un ragazzo su una sedia a rotelle. A Maurit Beerit, Direttore Generale di ALYN Hospital, quei 90 secondi hanno ispirato una poesia. Un modo per ricordarci come ad ALYN le divisioni etniche e religiose non contano nulla e persino la corsa verso la salvezza può diventare un motivo di gioia.


Novanta secondi.

Genitori spaventati fanno correre i loro figli verso il rifugio antiaereo.

Terrorizzati, con gli occhi spalancati e il cuore che batte forte.

Novanta secondi.

Svegliare il bambino che dorme.

Afferrare il bambino.

Novanta secondi.

E anche il girello, la sedia a rotelle, il porta flebo.

Novanta secondi.

Sprint, con un bambino piccolo, tubi penzolanti collegati a un ventilatore.

Novanta secondi.

La pesante porta d'acciaio si chiude con un tonfo, tenendo lontano il male...

Per dieci minuti.

Una madre con l'hijab.

Un padre con una grande kippah.

Medici.

Infermieri.

E in quel silenzio improvviso,

la piccola voce di una bambina:

"Mamma, hai visto? Ho corso fino in fondo, da sola!".


Dr. Maurit Beeri, ottobre 2023



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