Le due case di Assif

Per i bambini che sono stati sottoposti a una lunga terapia, ALYN prevede una piccola cerimonia di commiato nel momento in cui tornano finalmente a casa. Perché è vero, è un momento bello per loro e le loro famiglie, ma è anche un momento di passaggio che per molti, arrivati ad ALYN da piccolissimi, significa l’ingresso in una dimensione sconosciuta.
È così per Assif, e i medici e il personale che gli fanno festa in questa occasione si commuovono un poco nel ricordare che era un bambino timido e spaventato, mentre adesso prende l’iniziativa e può essere, semplicemente, un bambino.
Assif era arrivato ad ALYN da piccolo, dopo aver ricevuto la diagnosi di una malformazione cerebrale congenita che comprometteva le sue capacità motorie. È stato sottoposto a un intervento chirurgico e ha intrapreso un percorso riabilitativo dall’esito incerto. La sua famiglia è arrivata all’ospedale con il cuore pesante e molti interrogativi, ma ha presto capito che ad ALYN le risposte sarebbero arrivate da chi in Assif vedeva il bambino, non solo la diagnosi che lo accompagnava. «Nel momento in cui lo hanno chiamato per nome e lo hanno guardato davvero, ho capito che eravamo nel posto giusto», racconta Anat, sua madre. «Non ho dovuto spiegare chi fosse, lo avevano già capito.»
Il percorso di riabilitazione è stato graduale e ha rispettato i tempi di Assif. Fisioterapia, terapia occupazionale e supporto emotivo sono stati accompagnati da una gentile determinazione. E poi, senza alcun annuncio ufficiale, qualcosa è cambiato. Assif ha trovato degli amici, ha riso, ha giocato e ha preso l’iniziativa. Anat ha visto un bambino che si sentiva abbastanza al sicuro da poter sbocciare. Ora conosce ogni corridoio e mostra con orgoglio ai visitatori le stanze per la terapia, la scuola e gli spazi dedicati all’apprendimento.
Anche per la famiglia, ALYN è diventato un luogo dove poter respirare. Un luogo dove tutto è al suo posto, dalle cure mediche più avanzate ai più piccoli dettagli umani, come una comoda poltrona accanto al letto di Assif per Anat, che ha trascorso lunghe notti al suo fianco con un ottimismo e una forza che hanno infuso coraggio a tutti coloro che le stavano intorno.
Ma ora per tutti loro è anche il tempo di tornare a casa, sapendo che qui, sulle colline di Gerusalemme, ne hanno comunque un’altra.

