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Muhi, la felicità passa dagli accordi di Abramo


Mohammed, o “Muhi” come lo conoscono i suoi amici e la sua famiglia, ha trascorso la maggior parte della sua vita come paziente di ALYN Hospital. Oggi ha 22 anni, ed è in ventilazione cronica fin dalla sua infanzia. Per spostarsi deve usare una sedia a rotelle elettrica, è in grado di utilizzare le mani e le dita e di parlare, ma il suo discorso è molto difficile da capire per la maggior parte delle persone che non lo conoscono.


Per molti anni Muhi non ha potuto avere rapporti stretti con suo padre che vive ad Abu Dhabi. Solo qualche anno fa sono stati in grado di connettersi con una certa frequenza: il padre di Muhi gli ha inviato uno smartphone, e questo ha permesso a Muhi di trascorrere un po’ di tempo con lui e i suoi fratelli più piccoli attraverso videochiamate. Ma a tenerli distanti non era l’invalidità di Muhi quanto la politica: dalla nascita dello stato di Israele infatti i viaggi con gli Emirati Arabi Uniti non erano mai stati possibili.


Almeno fino a quando, nell’agosto del 2020, Israele e gli Emirati Arabi Uniti hanno firmato gli “Accordi di Abramo”, una serie di protocolli che hanno segnato la prima normalizzazione delle relazioni tra un paese arabo e Israele, al di fuori della Giordania. L'accordo ha consentito tra l’altro anche i voli tra Israele e gli EAU e, una volta allentate le limitazioni dovute alla pandemia, nel marzo 2022 Muhi ha potuto raggiungere il padre ad Abu Dhabi.


Far arrivare Muhi nella capitale degli Emirati però non è stato semplicissimo: il vicedirettore dell'ospedale ALYN, la dott.ssa Naomi Gefen, e l'assistente sociale di ALYN, Sharon Cherqui Agour, hanno dovuto impegnarsi a lungo per soddisfare le molte richieste della compagnia aerea, della compagnia di assicurazione sanitaria e delle autorità aeroportuali per rendere possibile il viaggio di Muhi e del suo caregiver di lingua araba, Hatev. E inoltre hanno dovuto contattare gli ospedali in cui Muhi si sarebbe recato per assicurarsi che avrebbe avuto cure di emergenza se necessario.


La felicità di Muhi per aver potuto trascorrere del tempo con la sua famiglia li ha ampiamente ripagati. Lui e suo padre saranno sempre grati all'ALYN Hospital per aver reso possibile questo incontro. E se qualcuno avesse intenzione di recarsi negli Emirati Arabi Uniti, saranno felici di dare loro dei consigli!


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