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Il futuro dei bambini è già qui: una serata tra innovazione e cuore

  • 20 apr
  • Tempo di lettura: 5 min


Chi conosce ALYN Hospital spesso rimane impressionato dalla sua carica innovativa. Già la mentalità che caratterizza il lavoro dell’ospedale è qualcosa di fuori dagli schemi: non capita in tanti istituti che la riabilitazione diventi gioco, il divertimento parte della cura e le famiglie vengano coinvolte dal team medico. Ma poi, oltre al cuore dei medici e alla gioia dei bambini, quello che salta agli occhi è inevitabilmente la tecnologia. Numeri, meccanica ed elettronica che, quando si uniscono al sano pragmatismo israeliano nella ricerca applicata, diventano una forza implacabile: se c’è un problema, si studia la soluzione, la si realizza e la si diffonde dentro e fuori l’ospedale.


Noi, come Amici di ALYN, sentivamo di dover assolutamente trasmettere questo straordinario mix che mette insieme ricerca ed empatia, umanità e scienza, nella serata del 16 aprile destinata a lanciare il nostro ultimo progetto. Per questo abbiamo appositamente scelto STEP FuturAbility District di Milano, un luogo dove si può toccare con mano l’innovazione. Con tanti schermi ultratecnologici trasformati per questa occasione in un percorso digitale. Un modo immersivo per parlare di futuro, non solo quello dei bambini di ALYN, ma di tutti.  


In tanti hanno risposto al nostro invito e per loro abbiamo preparato molte sorprese a tema: ad esempio una stanza piena di specchi capace di immergerci quasi fisicamente nella piscina di riabilitazione di ALYN, in un’altra abbiamo mostrato le ultime novità di ALYNnovation, la divisione di ALYN che si occupa, con le aziende partner, di testare ed espandere strumenti e programmi innovativi: applicazioni videoludiche e realtà virtuale per la riabilitazione posturale o linguistica, una carrozzina adatta anche a paesi in via di sviluppo, un sistema di monitoraggio a distanza…


In un altro spazio la conduttrice della serata Sabra del Mare si è moltiplicata digitalmente addirittura per dieci, allo scopo di raccontarci i vari reparti dell’Ospedale. Il percorso portava al centro della location, all’arena di STEP, dedicata alla presentazione, sormontata da immensi schermi che hanno moltiplicato le immagini, persino quelle dei quattro Consiglieri dell’Associazione che hanno inaugurato la parte talk dell’incontro: Piergiorgio Segre, Antonella Jarach, Sara Tedeschi Blei, Dino Foa. A loro il compito di raccontare la storia e le motivazioni che li hanno portati ad ALYN e i risultati raggiunti, che sono considerevoli, a livello di cifre e non solo. “La cosa più importante è questa: dietro ogni numero c’è un bambino che affronta meglio la vita e una famiglia che vive un po’ più serenamente guardando al suo futuro” ricorda Segre.


C’è stato tanto spazio per l’emozione, specie con Rosalba Guetta e Daniele Misrachi, che hanno offerto una sentita testimonianza di cosa significa visitare l’ospedale. Rosalba Guetta ha anche condiviso un gesto personale, ricordando il marito a vent’anni dalla scomparsa con una donazione e una targa a lui dedicata nei corridoi dell’ospedale. E, sempre nello spazio della memoria e dell’emozione, si è mosso Michel Cohen, Founder & CEO di DentalPro, Main Sponsor dell’evento, che ha tracciato il ricordo di Massimo Montagnana, un caro amico di tanti dei presenti, scomparso prematuramente e a cui è dedicata questa serata.


Al centro della serata Maurit Beeri, Direttore Generale di ALYN Hospital, che ha voluto strenuamente essere qui, nonostante tutte le difficoltà di un viaggio in giorni ancora complessi per Israele. Il suo amore per l’Italia e per il lavoro degli Amici di ALYN non ha potuto aspettare. Il suo intervento comincia dalla storia di Itai, un ragazzo coinvolto da un terribile incidente che si è affidato a ALYN e che oggi scala l’Annapurna. Continua narrando dei tanti progetti dell’ospedale con una passione che va oltre la sua riconosciuta professionalità di pediatra e di dirigente: “Nella riabilitazione mettiamo un grande impegno nel lavorare per capire come trasformare il percorso verso la guarigione in qualcosa di più breve e più semplice. Quello che facciamo è mettere insieme l’esperienza clinica con la tecnologia: sono pochi anni che esiste il nostro centro di ricerca e innovazione, ma il numero di ricerche è straordinario e abbiamo molte idee da portare avanti anche grazie ai nostri amici di ALYN in Italia”.


La presentazione di Maurit Beeri mostra l’incredibile numero di 116 progetti portati avanti nel 2025: lei ne illustra alcuni per far capire al pubblico come lavora ALYN, scegliendo le aziende partner in un una mutua collaborazione che risponde alle necessità “dell’ecosistema” attorno al bambino. “Si comincia chiedendo quello di cui hanno bisogno il bambino, la sua famiglia e i terapisti – continua Beeri - La cosa più importante è riportare il bambino a scuola in modo che possa ritrovarsi con la sua famiglia e i suoi compagni. E’ così che sono nati i progetti di terapia a distanza sviluppati durante il COVID o il progetto che prevede di dotare le sedute per bambini affetti da patologie motorie di un supporto speciale per la testa perché solo se alzano lo sguardo possono interagire”. O, ancora, lo sviluppo delle WheelChairs of Hope, una sedia a rotelle facile da realizzare e a basso costo, adatte ad ogni tipo di terreno, perfette per i bambini di paesi in via di sviluppo. “E saranno donate anche ai bambini di Gaza. Perché un bambino è un bambino


Maurit Beeri ha anche presentato — a nome di Arie Melamed, impossibilitato a lasciare Israele — il progetto al centro della serata: lo Smart Knee, un innovativo “ginocchio intelligente” su cui gli Amici di ALYN hanno deciso di investire. Questo dispositivo, ancora in fase di sviluppo, è pensato per bambini con differenze di lunghezza degli arti inferiori e introduce un meccanismo di sblocco che consente un movimento più naturale.

A raccontarne il potenziale, insieme a Beeri, anche la storia di Noa, protagonista di un fumetto realizzato per l’occasione: una bambina che, grazie a questa soluzione, può finalmente realizzare il suo desiderio più semplice e più grande — correre e giocare con gli altri. “Si tratta di un progetto di ricerca che può avere un impatto su migliaia di bambini nel mondo”, ha spiegato Sara Tedeschi Blei. “Pensate a quanti futuri possiamo migliorare insieme”.



Da Gerusalemme è arrivata anche Naomi Schneiderman, Executive Director dei Friends of ALYN Hospital, che ha reso chiaro a tutti quanto per il lavoro dell’ospedale sia fondamentale il sostegno dei tanti Amici di ALYN sparsi per il mondo, e come ogni singolo contributo si trasformi in un aiuto concreto per i suoi pazienti. “Siete un vero antidoto alla devastazione che abbiamo vissuto in Israele negli ultimi anni - ha esordito Schneiderman - Esiste un legame diretto tra il vostro contributo, i progetti concreti e l’impatto immediato sulla vita di un bambino. Un bellissimo esempio è il Center for Smart Technologies for Independent Living, realizzato grazie al supporto italiano e ora pienamente operativo. E questa sera, il vostro sostegno contribuisce a far progredire il progetto Smart Knee - un’iniziativa basata sulla ricerca che non solo apre nuove possibilità di mobilità per i bambini, ma garantisce anche la loro salute a lungo termine fino all’età adulta”.


La serata si è conclusa con un piacevole momento conviviale. Del resto, essere Amici di ALYN significa anche questo: condividere insieme tempo, progetti e idee che, un po’ alla volta, possono rendere il mondo un posto migliore.




 
 
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